Detesto le biografie. Alla mia età la memoria è fatta a strati. Mi capita a volte di volerli separare e ognuno di essi mi sembra di averlo vissuto in un’altra vita. Certo però sono la somma e la sintesi di tutti questi strati. Nel presente, qui ed ora, mi occupo di scrivere testi teatrali, sono capocomico e faccio anche il municipale di Vacallo occupandomi soprattutto di cultura. È un impegno così enorme che all’inizio non immaginavo nemmeno lontanamente.

E la mia biografia? La mia storia? Se proprio può interessare…

Nacqui in Capriasca anni fa. Alle cinque della sera si pulivano le stalle e fumavano i letamai disseminati lungo i viottoli di quelle frazioncine.

Il vecchio Cech mi metteva in piedi con mio fratello sul divano di casa sua a cantare “camicia azzurra”, quella dell’allora Partito conservatore (uregiatt).

Studiai dai preti, quasi tutti fascistoni italiani, e loro cercarono di completare l’opera, ma…

… a diciott’anni, sulle barricate del sessantotto, cantavo bandiera rossa.

Fui militante di Lotta Continua sognando la rivoluzione; come per molti giovani di quell’epoca, ero impregnato di un’ingenuità molto più in grande del mondo che si voleva cambiare.

Tornassi indietro, malgrado l’aver preso coscienza dell’aspetto utopico, rifarei tutto. Sono fiero di esserci stato!

Mi dissociai quando il piombo cominciò a fare solo male senza creare prospettive di alcun genere.

Cercai di fare il maestro e il padre di famiglia con la massima onestà possibile.

Ho insegnato alle elementari per 43 anni; fui sempre in prima linea in lotte che lasciarono un qualche segno.

Solo in età più che matura tornai a fare politica, in piccolo e per un paese piccolo, un paese in cui è necessario, credo, fare comunità per evitare di essere una periferia senz’anima.

Da municipale mi occupo dei dicasteri cultura, sport, comunicazione e sono il responsabile delle relazioni intercomunali con gli altri comuni del Mendrisiotto.

Sono per il dialogo e la concordanza politica ma, se proprio devo cantarle a qualcuno, mica gliele mando a dire… non sono più il rivoluzionario naif d’un tempo, ma di certo ho conservato intatto tutto il coraggio iniziale.

 

Gianni Delorenzi