Mar 11, 2012 - Stampa    No Comments

Commissione cerca

L’ultima croce che ho voluto caricarmi sulle spalle nella mia vita, è stato di entrare in una commissione cerca. In buona sostanza si viene incaricati di contattare delle persone che possono sembrare interessate a rispondere alla domanda: “Scusi, signor cittadino, non sarebbe interessato a figurare sulla lista del mio partito nelle prossime elezioni comunali?” Qualche volta la risposta è tragicomica: “No, guardi, io sono già militante di un altro partito e mi meraviglio che lei non lo sappia”. Se l’altro è spiritoso, ci si fa una risata assieme, se non lo è, personalmente rido da solo anche se è meno divertente. Non di rado nella risposta negativa l’interlocutore fa capire di considerare la politica una cosa sporca, una cosa per maneggioni intenti solo a fare i propri interessi rubando ai cittadini onesti… e nel suo no fa capire di voler essere un puro che mai si sporcherebbe le mani.

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Mar 11, 2012 - Stampa    No Comments

Le elezioni al tempo dei pecori e dei capri

Nella memoria dei tempi remoti ricordo una domenica in cui gli uomini erano seduti attorno a un tavolo. Intravvedevo i volti preoccupati dietro una coltre di fumo che fluttuava pacifica e densa dentro la cucina non arieggiata. Tenevano sul tavolo un foglio diviso in due parti: i pecori e i capri. A una a una avevano ripassato nella mente le case del paese e dentro ad esse avevano contato gli uomini che votavano. Le donne no, quelle non potevano ancora recarsi alle urne, quelle restavano a casa così come Dio comandava. I pecori erano le pecorelle del Signore, cioè loro, cioè i buoni. I capri invece erano imparentati con quel caprone del diavolo, erano cioè i nemici del Signore da sconfiggere a tutti i costi e in qualunque modo, meglio se legale, anche se non necessariamente al cento per cento.

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Mar 8, 2012 - Stampa    No Comments

Vacallo in divenire

Così come gli uomini dei paesi dintorno, ci furono tempi in cui i vacallesi votavano su a Caneggio. Lì l’appartenenza partitica era espressa mettendo su un tavolino un fagiolo rosso oppure azzurro. Poi si dovevano contare i fagioli… e quello era il vero problema! Non sapevano né leggere, né scrivere, né fare di conto, ma a sparare erano buoni, anche se perlopiù miravano alle campane in cima al campanile. Gli svizzeri erano pochissimi, allora, e appena finito di votare partivano per il mondo. Erano maestran, muratori, e il lavoro lo trovavano in luoghi lontani almeno nove mesi.

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