Mar 11, 2012 - Stampa    No Comments

La bandiera dell’Unione europea

Il vecchio Mina aveva issato la bandiera tricolore italiana a sventolare fuori di casa sua. Si era nei tempi della guerra e il fascistone era certo che i suoi sarebbero presto entrati da noi e che ci avrebbero sottomessi. Era uno di quelli che aveva pronta la lista con il nome di coloro da far fuori o da purgare con la scialappa.

Mio nonno Paolo gli disse che non poteva esporre la bandiera italiana senza mettergli vicina la nostra rossocrociata: era la legge. Mio nonno era un conservatore democratico (ppd) di quelli con una sola parola. L’altro valutò che era pure un cittadino svizzero con a casa moschetto e munizioni. Ammainò la sua bandiera.

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Mar 11, 2012 - Stampa    No Comments

Commissione cerca

L’ultima croce che ho voluto caricarmi sulle spalle nella mia vita, è stato di entrare in una commissione cerca. In buona sostanza si viene incaricati di contattare delle persone che possono sembrare interessate a rispondere alla domanda: “Scusi, signor cittadino, non sarebbe interessato a figurare sulla lista del mio partito nelle prossime elezioni comunali?” Qualche volta la risposta è tragicomica: “No, guardi, io sono già militante di un altro partito e mi meraviglio che lei non lo sappia”. Se l’altro è spiritoso, ci si fa una risata assieme, se non lo è, personalmente rido da solo anche se è meno divertente. Non di rado nella risposta negativa l’interlocutore fa capire di considerare la politica una cosa sporca, una cosa per maneggioni intenti solo a fare i propri interessi rubando ai cittadini onesti… e nel suo no fa capire di voler essere un puro che mai si sporcherebbe le mani.

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Mar 11, 2012 - Stampa    No Comments

Le elezioni al tempo dei pecori e dei capri

Nella memoria dei tempi remoti ricordo una domenica in cui gli uomini erano seduti attorno a un tavolo. Intravvedevo i volti preoccupati dietro una coltre di fumo che fluttuava pacifica e densa dentro la cucina non arieggiata. Tenevano sul tavolo un foglio diviso in due parti: i pecori e i capri. A una a una avevano ripassato nella mente le case del paese e dentro ad esse avevano contato gli uomini che votavano. Le donne no, quelle non potevano ancora recarsi alle urne, quelle restavano a casa così come Dio comandava. I pecori erano le pecorelle del Signore, cioè loro, cioè i buoni. I capri invece erano imparentati con quel caprone del diavolo, erano cioè i nemici del Signore da sconfiggere a tutti i costi e in qualunque modo, meglio se legale, anche se non necessariamente al cento per cento.

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